Alpinismo Archives - BrunoBarbieri.eu
24
archive,category,category-alpinismo,category-24,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

Hervé e' partito dal Bivacco Bossi ha scalato la cresta di Furggen, è sceso dalla cresta dell’Hörnli, ha attraversato la base della parete Nord, ha risalito la cresta di Zmutt ed è sceso nuovamente dalla cresta del Leone arrivando alla capanna Carrel, dove lo attendeva suo padre Marco, dopo solo 17 ore. L’alpinista valdostano ha poi continuato da solo la discesa verso Cervinia. L'abbondante neve presente sia sulla discesa della via normale svizzera dalla cresta dell' Hörnli, sia in salita sui dentini di Zmutt e nella parte finale della cresta medesima, ha creato non poche difficoltà: alta fino alla vita,...

  “L'Alpinismo è un'attività sfiancante. Uno sale, sale, sale sempre più in alto, e non raggiunge mai la destinazione. Forse è questo l'aspetto più affascinante. Si è costantemente alla ricerca di qualcosa che non sarà mai raggiunto”   Herman Buhl...

Non affrontare mai la montagna con leggerezza: cioè senza una buona preparazione tecnica, fisica e morale. Ricordati che in montagna si cela sempre l'insidia: perciò assicurarsi sempre vicendevolmente, anche nei passaggi apparentemente facili. Fa sempre la sicurezza con la corda alla spalla, e possibilmente attraverso uno spuntone di roccia od un chiodo. Osserva sempre con massima attenzione tutti i movimenti del capocordata. Quando avanza il secondo di cordata, se tu fai sicurezza non sporgerti mai per parlare o per vederlo. Non smuovere sassi. Ricordati che uno dei maggiori pericoli dell'alpinismo in genere sono i sassi fatti cadere dal compagno che avanza. Non essere mai inquieto e...

Ecco quali sono i 4000 delle Alpi (Elenco Ufficiale U.I.A.A. nel Gruppo del Monte Bianco) Aiguille de Bionnassay 4052 m. Dôme du Goûter 4304 m. Mont Blanc / Monte Bianco 4807 m. Monte Bianco di Courmayeur 4748 m. Picco Luigi Amedeo 4470 m. Mont Brouillard 4068 m. Punta Baretti 4013m. Grand Pilier d'Angle 4223 m. Aiguille Blanche de Peutérey 4114 m. Mont Maudit 4465 m. Mont Blanc du Tacul 4248 m. L'Isolée 4114 m. Pointe Carmen 4109 m. Pointe Médiane 4097 m. Pointe Chaubert 4074 m. Corne du Diable 4064 m. Dente del Gigante/Dent du Géant 4014 m. Aiguille de Rochefort 4001 m. Dôme de Rochefort 4015 m. Punta Margherita 4065 m. Punta Elena 4045 m. PuntaCroz 4110 m. Punta Whymper 4184 m. Punta...

"4000 metri: la quota simbolo delle Alpi occidentali, una quota che esercita un tale fascino da porre ingiustamente in secondo piano ogni rilievo minore. I primi esploratori di queste montagne si lasciarono incantare solo in parte dal livello di altitudine. L'ideale che li spronava era soprattutto un romantico senso della natura: da una parte un insaziabile desiderio di luce limpida e di vette interminabili e dall'altra l'incessante stimolo proprio degli studiosi di geologia, glaciologia, geografia, botanica o anche di storia, filosofia e letteratura. Queste componenti razionali ed irrazionali si fondono, a mio parere, nel mondo dell'esplorazione alpina, a cui si...

Di Gaston Rébuffat amo ricordare soprattutto le immagini che lo ritraggono in cima alle guglie del Massiccio del Monte Bianco. Nessun altro, più di lui, ha saputo, nel corso della propria attività alpinistica, unire l’azione fisica al vero estetismo che fa di un alpinista anche un artista, che sappia comunicare a un vasto pubblico le emozioni più profonde capace di trasmettere la montagna, non solo terreno di performance sportiva, luogo in cui coronare discutibili record, ma dimensione poetica, lirica, in cui l’alpinista è romanticamente compreso in un totale accordo con la natura e – se vogliamo – il creato. Spesso in...

«Il nuovo e l'ignoto non sono nelle cose: sono nello sguardo. Ogni alpinista sa che sulla cima sarà atteso dalla scoperta descritta in un racconto di Novalis: il protagonista, che, alla ricerca di un senso, ha lungamente esplorato la natura e i suoi bizzarri geroglifici, quando giunge finalmente a sollevare il fatidico velo che cela l'ultimo segreto, scopre l'immagine di se stesso» e, scoprendo se stesso, vede l'umanità intera in una prospettiva nuova “ritrovando” - ed è qui l'autentico senso della “cordata” - i compagni di tante avventure. E inoltre, se colui che si “ritrova” non è semplicemente un compagno...