Nel 2014 impennata di vendite derivanti dal social commerce - BrunoBarbieri.eu
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social commerce

Nel 2014 impennata di vendite derivanti dal social commerce

Il volume delle vendite derivanti da social commerce sta crescendo velocemente: nel 2014 la  crescita è di tre volte rispetto al tasso delle vendite da e-commerce (62.5% rispetto al 17%)

Negli ultimi tempi si parla sempre di più di social commerce, soprattutto dopo che Facebook e Twitter hanno introdotto il tasto “buy”. Secondo una ricerca eseguita nel 2014 da BI Intelligence, i social media hanno oggi un forte impatto non solo a livello di vendite, ma anche, e soprattutto, sul processo di scelta (che influenza non solo l’ecommerce, ma anche le vendite nel retail).
Lo studio è stato condotto tenendo conto di varie metriche che permettono di valutare le performance dei diversi social, come ad esempio tassi di conversione, valore medio dell’ordine e redditi generati da condivisioni, like e tweet.

Si è abituati a pensare che i canali sui cui investire siano Facebook e Twitter, ma anche altri siti stanno avendo risultati significativi, soprattutto per quanto riguarda metriche specifiche, come il valore medio d’acquisto (o, per gli addetti ai lavori AOV: Average Order Value).
In particolare, stando a quanto pubblicato anche da Invesp la classifica è questa:

exx2a

Secondo Gianluca Diegoli, autore dell’interessantissimo libro Social Commerce:

I mutamenti che la Rete produrrà nel modo di creare, distribuire, promuovere, scambiare beni e servizi sconvolgeranno in modo radicale il sistema economico, in uno scenario che vedrà operatori di tutti i paesi vendere a livello internazionale. Il mutamento è economico e sociale ancora prima che tecnologico. (…)
Verrà messo in discussione il concetto di ecommerce freddo, self service: il compratore non è interessato solamente alla convenienza di prezzo e ma anche al lato sociale, culturale e di intrattenimento che l’ecommerce potrà svolgere.

Ora, tutti vogliono sapere su quali piattaforme focalizzare l’attenzione: ebbene, dai dati emerge come il social network che aiuta maggiormente i siti di e-commerce è Pinterest, il social basato sulle immagini. Secondo un’indagine di Piqora, una citazione su Pinterest, il cosiddetto “pin”, ha un valore medio di 0,78 dollari di vendite per un portale di commercio elettronico, dato in crescita del 25% rispetto al 2012 e da leggere in considerazione del fatto che ogni pin ha una media di condivisione di 10 volte. La piattaforma Shopify, soluzione che permette di realizzare siti di e-commerce, conferma: secondo i dati relativi alle prestazioni dei 25mila negozi online del gruppo, il traffico proveniente da Twitter è pari a quello che arriva da Pinterest, nonostante la popolarità maggiore del primo, e chi ha arriva dal social visuale ha il 10% di probabilità in più di fare un acquisto.

Ad oggi non possiamo considerare che l’e-commerce risulta ancora un fenomeno contenuto, rispetto al retail: nei paesi più “evoluti” arriva a valori intorno al 10%, stima media che ovviamente non tiene conto della decisamente diversa appetibilità che hanno i diversi settori merceologici. Se anche il social commerce arrivasse a coprire il 10% di questa nicchia, sarebbe già tanto.

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